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	<description>blog culturale e antimafia sulla Calabria, sulla ndrangheta e sulla politica calabrese</description>
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		<title>&#8216;NDRANGHETA: OPERAZIONE CONTRO COSCA CORDI&#8217;, 25 ARRESTI</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 07:15:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un presunto giro di affari per milioni di euro attraverso prestiti con tassi usurari è stato scoperto nel corso delle indagini che hanno portato all&#8217;operazione di polizia e carabinieri che hanno arrestato 25 esponenti della cosca dei Cordì di Locri. Le persone arrestate sono accusate a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laregionedicarta.wordpress.com&amp;blog=8937264&amp;post=31&amp;subd=laregionedicarta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un presunto giro di affari per milioni di euro attraverso prestiti con tassi usurari è stato scoperto nel corso delle indagini che hanno portato all&#8217;operazione di polizia e carabinieri che hanno arrestato 25 esponenti della cosca dei Cordì di Locri. Le persone arrestate sono accusate a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, usura, estorsioni e minacce.</p>
<p>I carabinieri hanno avviato le indagini nell&#8217;anno scorso dopo una serie di segnalazioni su alcune intimidazioni. Dalle indagini è emerso poi un ingente giro di prestiti ad usura gestito secondo l&#8217;accusa da esponenti della cosca dei Cordì. Polizia e carabinieri stamani hanno sequestrato anche beni, tra cui un&#8217;impresa edile, un negozio di telefonia ed una società immobiliare, ritenuti provento dell&#8217;attività usuraria. Le indagini degli investigatori sono state coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria.<br />
<span id="more-31"></span><br />
IN CASA INDAGATO COLLEZIONE OROLOGI ORO<br />
Una collezione di quaranta orologi d&#8217;oro Rolex sono stati trovati dai carabinieri nell&#8217;abitazione di uno degli arrestati nel corso dell&#8217;operazione contro la cosca dei Cordì di Locri. Nell&#8217;abitazione, inoltre, sono stati trovati anche numerosi assegni che, secondo gli investigatori, sono il provento dei prestiti con tassi usurai.</p>
<p>Le indagini sul giro di usura sono iniziate dopo la denuncia di un imprenditore della locride che non riusciva più a restituire la somma presa in prestito ed i relativi interessi maturati nel tempo. Durante le indagini i carabinieri hanno scoperto che quando le vittime non riuscivano a pagare gli interessi gli usurai si appropriavano inizialmente dell&#8217;automobile e successivamente degli altri beni. E proprio grazie a queste modalità che le persone arrestate nell&#8217;operazione erano tutte in possesso di numerose automobili di grossa cilindrata.</p>
<p>INFILTRAZIONI COSCA IN APPALTI PUBBLICI<br />
Una serie di infiltrazioni della cosca Cordi&#8217; di Locri nell&#8217;aggiudicazione di appalti pubblici banditi da enti locali quali il Comune o l&#8217;ex Asl 9 di Locri sono stati accertati dagli investigatori della polizia che, insieme ai carabinieri, hanno eseguito 25 ordinanze di custodia cautelare. Le infiltrazioni, secondo quanto si è appreso, avvenivano sia mediante il taglieggiamento della ditta aggiudicataria, sia attraverso l&#8217;aggiudicazione diretta o in sub-appalto dei lavori commissionati a ditte direttamente riconducibili agli appartenenti alla cosca.</p>
<p>Da questo punto di vista, gli investigatori ritengono di particolare rilevanza i riscontri acquisiti alle dichiarazioni del collaboratore Domenico Novella. Dalle indagini di carabinieri e polizia è anche emerso che i vertici della cosca, sia quelli che sono considerati i capi storici, Antonio e Vincenzo Cordì, che i loro figli, hanno continuato a fare parte integrante della stessa, in posizione apicale e con funzioni decisionali, durante il periodo di carcerazione e nonostante la sottoposizione anche al regime carcerario previsto dall&#8217;41 bis, riuscendo comunque, tramite colloqui e scambi di lettere, a mandare messaggi all&#8217;esterno, a beneficio dei soggetti rimasti sul territorio.</p>
<p>CONTRIBUTO DA PENTITI OMICIDIO FORTUGNO<br />
All&#8217;inchiesta che ha portato all&#8217;operazione, denominata Sharks, contro i presunti appartenenti alla cosca Cordì di Locri, hanno contribuito anche Domenico Novella e Bruno Piccolo, i due collaboratori di giustizia che fornirono informazioni già nell&#8217;inchiesta sull&#8217;omicidio del vice presidente del Consiglio regionale della Calabria, Franco Fortugno, ucciso in un agguato a Locri il 16 ottobre 2005.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laregionedicarta.wordpress.com/31/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laregionedicarta.wordpress.com/31/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/laregionedicarta.wordpress.com/31/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/laregionedicarta.wordpress.com/31/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/laregionedicarta.wordpress.com/31/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/laregionedicarta.wordpress.com/31/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/laregionedicarta.wordpress.com/31/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/laregionedicarta.wordpress.com/31/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/laregionedicarta.wordpress.com/31/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/laregionedicarta.wordpress.com/31/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/laregionedicarta.wordpress.com/31/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/laregionedicarta.wordpress.com/31/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/laregionedicarta.wordpress.com/31/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/laregionedicarta.wordpress.com/31/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laregionedicarta.wordpress.com&amp;blog=8937264&amp;post=31&amp;subd=laregionedicarta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Cartiera di Rosarno. Storia di ordinaria indifferenza</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 22:16:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[da indymediacalabria (articolo originale) Una vicenda di indifferenza, razzismo, odio, opportunismo e mafia che non avremmo voluto mai raccontare: la storia dell&#8217;ex cartiera di Rosarno. La struttura è uno dei lasciti visibili delle truffe alla legge 488, che ha permesso numerosi scempi nel corso del tempo. Il copione è quello di sempre: un generoso imprenditore [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laregionedicarta.wordpress.com&amp;blog=8937264&amp;post=28&amp;subd=laregionedicarta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://calabria.indymedia.org/article/3785" target="_blank">da indymediacalabria (articolo originale)</a><br />
</em></p>
<p>Una vicenda di indifferenza, razzismo, odio, opportunismo e mafia che non avremmo voluto mai raccontare: la storia dell&#8217;ex cartiera di Rosarno. La  struttura è uno dei lasciti visibili delle truffe alla legge 488, che ha permesso numerosi scempi nel corso del tempo. Il copione è quello di sempre: un generoso imprenditore del nord decide di investire nel povero sud depresso ma, una volta presi i soldi, ha pensato bene di scappare.</p>
<p>Il capannone rimasto è diventato, con il passare del tempo, ricovero di migranti, lavoratori stagionali nei campi di Rosarno e dintorni che vivono in condizioni di vera e propria schiavitù. Migranti sfruttati per far fruttare la terra calabrese. Grazie a loro  il prezzo delle produzioni agricole all&#8217;origine, subisce una significativa contrazione che non corrisponde, però, ad un abbassamento dei costi al dettaglio; tutto ciò non fa altro che favorire solo pochi grossisti e impoverire tutti gli altri. Se non è mafia questa! Come se non bastasse i migranti dell&#8217;ex cartiera, oltre a dover condurre una vita indegna di questo nome, come già denunciato &#8211; ad esempio &#8211; da una indagine  di Medici senza frontiere, sono stati spesso vittime di odio razziale concretizzatosi in offese, insulti e veri e propri agguati. Quasi sempre verificatisi in periodi di pagamenti, come a dire: schiavi in tutto e per tutto.<br />
<span id="more-28"></span><br />
Nel frattempo si registrano vari episodi: tre persone, successivamente arrestate e condannate, feriscono e gravemente con armi da fuoco due giovani ivoriani, scatenando una rivolta; qualcuno si degna di  arrestare qualche sfruttatore; nel mentre si fanno passerelle politico-sindacali. Durante un rogo divampato nell&#8217;ex cartiera, nello scorso mese di luglio, le forze dell&#8217;ordine non intervengono tempestivamente e lasciano che il capannone vada in fiamme. Nell&#8217;incendio alcuni migranti sono rimasti feriti, tutti hanno perso i loro già pochi averi. Solo poche realtà hanno tentato di portare  la loro solidarietà. In seguito a questo episodio, il commissario prefettizio ha richiesto il ripristino della &#8220;legalità&#8221; ed il conseguente sgombero della cartiera. Usare questi termini nei confronti dei migranti che subiscono le angherie dei rampolli di alcune delle famiglie di &#8216;ndrangheta più influenti come i Mancuso o i Bellocco, ha del grottesco.</p>
<p>Dinnanzi a questa indifferenza si continua a parlare di integrazione, come nulla fosse. Forse solo per non perdere la faccia,   si fa riferimento ad alcune realtà come quella di Riace, a ragione, indicate come modelli virtuosi. A pochi passi, a Caulonia, invece, c&#8217;è chi si  riempie la bocca di tanti paroloni e organizza eventi di dubbia integrazione come il torneo diamo un calcio al razzismo, molto illuminante, venuta alla luce solo a pochi giorni dall&#8217;evento stesso. Ad organizzare il tutto è la blasonata Connecting People, un grande consorzio di consorzi di cooperative che addirittura gestisce quattro accoglienti CIE: Torino, Gradisca d&#8217;Isonzo, Bari e Trapani. Questi luoghi, è bene precisarlo, sono vere e proprie carceri per recludere persone che non hanno subito alcuna condanna, quindi non si possono ritenere colpevoli di alcun reato, malgrado questo, si resta nell&#8217;indifferenza generale e diffusa, dove si assoldano generali per la gestione del CIE di Gradisca teatro, in questi ultimi giorni di una serie di ribellioni, proteste varie da parte dei detenuti che si sono estese un po&#8217; in  tutta Italia.</p>
<p>Cosa fare? È possibile un&#8217;altra integrazione oppure si continuerà a essere sordi e inutili parlatori? Certamente  l&#8217;indifferenza, si sa, uccide ogni possibilità di cambiamento.</p>
<p>Nel frattempo l&#8217;otto agosto un gruppo ha partecipato alla manifestazione NO  PONTE a Messina, uscendo dal limbo dell&#8217;isolamento.</p>
<p>APPROFONDIMENTI:</p>
<p>*   Il libro Gli africani salveranno Rosarno<br />
*   Osservatorio invernale sulla raccolta della arance nella Piana di Gioia Tauro<br />
*   Un albergo diffuso anche qui è possibile?<br />
*   Oltre Rosarno c&#8217;è anche Palazzo San Gervasio<br />
*   Stare alla larga da questi esempi di accoglienz<br />
*   Macerie e storie di Torino<br />
*   L&#8217;ex cartiera di Rosarno su Africanews</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laregionedicarta.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laregionedicarta.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/laregionedicarta.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/laregionedicarta.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/laregionedicarta.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/laregionedicarta.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/laregionedicarta.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/laregionedicarta.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/laregionedicarta.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/laregionedicarta.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/laregionedicarta.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/laregionedicarta.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/laregionedicarta.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/laregionedicarta.wordpress.com/28/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laregionedicarta.wordpress.com&amp;blog=8937264&amp;post=28&amp;subd=laregionedicarta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Nel mare di Cosenza un relitto pieno di fusti radioattivi</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 09:13:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Adesso &#8211; ha commentato il procuratore di Paola, Bruno Giordano &#8211; si apre uno scenario non facile da gestire&#8221;, a proposito del ritrovamento, nel Tirreno Cosentino, del relitto di una nave al largo della costa di Cetraro. Il sospetto e&#8217; che si tratti del mercantile Cunsky, che secondo il pentito di &#8216;ndrangheta Francesco Fonti, fu [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laregionedicarta.wordpress.com&amp;blog=8937264&amp;post=23&amp;subd=laregionedicarta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Adesso &#8211; ha commentato il procuratore di Paola, Bruno Giordano &#8211; si apre uno scenario non facile da gestire&#8221;, a proposito del ritrovamento, nel Tirreno Cosentino, del relitto di una nave al largo della costa di Cetraro.</p>
<p>Il sospetto e&#8217; che si tratti del mercantile Cunsky, che secondo il pentito di &#8216;ndrangheta Francesco Fonti, fu fatto affondare con il suo carico di 120 fusti contenenti scorie radioattive.</p>
<p>Le immagini riprese ieri dai tecnici dell&#8217;Arpacal, l&#8217;agenzia ambientale della Regione, hanno mostrato un profondo squarcio sulla prua, compatibile con il racconto del pentito che ha detto di avere personalmente partecipato all&#8217;affondamento tramite esplosivo fatto brillare, proprio a prua. Inoltre si vedono anche dei fusti.</p>
<p>Per avere la conferma ufficiale, pero&#8217;, la Procura dovra&#8217; disporre una serie di accertamenti presso il ministero della Marina. Di certo, al momento, c&#8217;e&#8217; che in quel punto non risulta nessun affondamento ufficiale, ne&#8217; in tempo di guerra, ne&#8217; in tempo di pace.<br />
<span id="more-23"></span><br />
<strong>Quattro &#8216;navi fantasma&#8217;</strong><br />
C&#8217;é &#8220;una storia libanese che lega le quattro navi coinvolte nel racconto del pentito Fonti: la Jolly Rosso, che si è arenata ad Amantea il 14 dicembre 1990, la Cunsky e altre due navi fantasma, la Voriais Sparadis e la Yvonne A&#8221;. E&#8217; quanto scrive il &#8216;Manifesto&#8217; nel numero in edicola.</p>
<p>&#8220;I quattro vascelli &#8211; è scritto in una nota del Manifesto &#8211; furono utilizzati tra il 1988 e il 1989 per una operazione di recupero di rifiuti tossici nella zona cristiana del Libano, con la supervisione del governo e i soldi della cooperazione. I dati della nave Cunsky, ufficialmente smantellata il 23 gennaio 1992 sono assolutamente compatibili con quanto documentato dal robot sceso oggi nelle acque calabresi&#8221;.</p>
<p><strong>Legambiente: dossier fin dal 1994<br />
</strong>&#8220;L&#8217;importante ritrovamento del relitto affondato a largo di Cetraro speriamo permettera&#8217; di affrontare con nuovo vigore le inchieste chiuse forse troppo frettolosamente e le indagini mai correttamente approfondite su una pratica assai diffusa che ha visto, tra gli anni Ottanta e Novanta, una quarantina di navi affondare misteriosamente nei punti piu&#8217; profondi del Mediterraneo&#8221;.</p>
<p>Cosi&#8217; Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente, commenta il ritrovamento del relitto nel mare di Cosenza: &#8220;abbiamo chiesto un incontro al Procuratore di Paola per offrire il nostro aiuto consegnando i dossier raccolti sin dal 1994 con i primi esposti presentati e l&#8217;ampia documentazione assemblata nel tempo sulle misteriose sparizioni di navi che non hanno mai lanciato il may-day mentre gli equipaggi si sono stranamente volatilizzati&#8221;, spiega.</p>
<p>&#8220;E&#8217; il caso della motonave Nikos I, sparita nel 1985 durante un viaggio iniziato a La Spezia per giungere a Lome&#8217; (Togo), probabilmente affondata a largo tra il Libano e Grecia; della Mikigan, partita nel 1986 dal porto di Marina di Carrara e affondata nel Tirreno calabrese con tutto il suo carico sospetto. Il 21 settembre del 1987, a 20 miglia da Capo Spartivento in Calabria, naufrago&#8217; invece la Rigel, unico caso in cui &#8211; grazie alle denunce di Legambiente &#8211; e&#8217; stata ricostruita almeno in parte la verita&#8217; giudiziaria.</p>
<p>Nel dicembre del 1990 e&#8217; la motonave Rosso (ex Jolly Rosso) a piaggiarsi lungo la costa tirrenica in provincia di Cosenza. Nel 1989 sara&#8217; la motonave maltese Anni ad affondare a largo di Ravenna in acque internazionali mentre nel 1993 sara&#8217; la Marco Polo a sparire nel Canale di Sicilia e ancora nel novembre del 1885 affonda a largo di Ustica la nave tedesca Koraline&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ora si riaprano le inchieste &#8211; dice Nuccio Barilla&#8217; di Legambiente Calabria &#8211; per perseguire i responsabili e monitorare il pericolo di contaminazione delle acque responsabili di patologie gravi per l&#8217;uomo e danni enormi all&#8217;ecosistema. Dobbiamo rilanciare la richiesta e l&#8217;impegno affinche&#8217; si approdi quanto prima alla verita&#8217; sulle tante vicende legate all&#8217;intrigo radioattivo, caratterizzato da connivenze e reticenze a vari livelli e finanche morti misteriose. Chiediamo misure serie ed immediate a tutela del diritto di sapere dei cittadini e per scongiurare che nel futuro fatti come questi tornino a verificarsi&#8221;.</p>
<p><em>Rainews24.it</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laregionedicarta.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laregionedicarta.wordpress.com/23/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/laregionedicarta.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/laregionedicarta.wordpress.com/23/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/laregionedicarta.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/laregionedicarta.wordpress.com/23/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/laregionedicarta.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/laregionedicarta.wordpress.com/23/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/laregionedicarta.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/laregionedicarta.wordpress.com/23/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/laregionedicarta.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/laregionedicarta.wordpress.com/23/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/laregionedicarta.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/laregionedicarta.wordpress.com/23/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laregionedicarta.wordpress.com&amp;blog=8937264&amp;post=23&amp;subd=laregionedicarta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un Barbaro dal chirurgo estetico: come finisce la latitanza di un capo decina</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 09:07:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Antonino Monteleone &#8211; Una latitanza durata 8 anni finita dal chirurgo estetico. Era a torso nudo, Carmelo Barbaro classe &#8217;48, mentre i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria facevano irruzione in uno studio medico di Via Santa Caterina, all&#8217;incrocio tra il Ponte della Libertà e l&#8217;argine destro del Torrente Annunziata, dove si era [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laregionedicarta.wordpress.com&amp;blog=8937264&amp;post=20&amp;subd=laregionedicarta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>di Antonino Monteleone</strong></em> &#8211; Una latitanza durata 8 anni finita dal chirurgo estetico. Era a torso nudo, <strong>Carmelo Barbaro classe &#8217;48</strong>, mentre i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria facevano irruzione in uno studio medico di Via Santa Caterina, all&#8217;incrocio tra il Ponte della Libertà e l&#8217;argine destro del Torrente Annunziata, dove si era recato per farsi rimuovere dei tatuaggi che aveva sul petto.</p>
<p>Da oltre un anno gli uomini del Colonnello <strong>Leonardo Alestra</strong> seguivano gli spostamenti di persone ritenute vicine al killer della costa De Stefano &#8211; Tegano, ricercato dal 2001 perché sottrattosi all&#8217;esecuzione di una pena definitiva a 22 anni di reclusione per omicidio e associazione mafiosa; finché nella mattina di sabato la certezza di averlo intercettato e poterlo catturare.</p>
<p>Nel tardo pomeriggio, a bordo di un&#8217;autovettura con le insegne di una scuola guida (<strong>Regina Venus </strong>che si trova distante qualche centinaio di metri dallo studio medico ndr) Carmelo Barbaro raggiunge il dottor <strong>Francesco Pisano (61)</strong> accompagnato dai coniugi <strong>Agostino Ceriolo (65)</strong> e <strong>Anna Pellicone (58)</strong>.  <span id="more-20"></span></p>
<p>Francesco Pisano, 61 anni, una vita di studi in medicina, dalla specializzazione in ortognatodonzia a quella in medicina estetica, sapeva bene chi fosse il suo cliente. &#8220;<em>Carmelo Barbaro</em>&#8221; era scritto sulla cartella clinica che al momento dell&#8217;irruzione dei Carabinieri l&#8217;infermiera <strong>Maria Assunta Condello (40)</strong>, ha tentato, invano, di occultare.</p>
<p>Sul sito ufficiale dello studio medico &#8220;Pisano&#8221; di Cittanova (<a href="http://www.studiopisanoweb.com/">www.studiopisanoweb.com</a>), con una sede a Reggio di recente apertura, campeggia la foto del dottor Francesco che reclamizza le nuove tecniche laser per ringiovanire tessuti ed eliminare cicatrici. Non c&#8217;era scritto da nessuna parte, però, che le prestazioni fossero rivolte anche ai latitanti.</p>
<p>Inserito nell&#8217;elenco speciale dei trenta latitanti più pericolosi, alla vista dei militari non ha opposto resistenza, ma ha accusato un malore. Per questo è stato trasportato in ospedale dove i medici hanno assicurato che non si trattava di niente di grave. Dunque il trasporto presso la casa circondariale dove ha trascorso la notte in attesa di trasferimento in altra struttura dove, ultimato il disbrigo delle pratiche necessarie, sarà sottoposto al regime detentivo del 41 bis.</p>
<p>Un bilancio complessivo di cinque arresti ed un ampio scenario costituito dell&#8217;ampia rete di sostegno alla sua latitanza che Carmelo Barbaro aveva messo in piedi e su cui continueranno gli approfondimenti investigativi.</p>
<p><strong>Chi era Carmelo Barbaro</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Al termine del processo Olimpia la condanna a 22 anni di reclusione inflittagli dalla Corte di Appello di Reggio Calabria presieduta da Armando Calogero Lanza Volpe, confermata in cassazione, per la sua responsabilità diretta e indiretta in diversi omicidi tra il 1984 ed il 1993.</p>
<p>Un elemento determinante nei rapporti di forza tra i principali cartelli della mafia reggina a cavallo tra le due guerre di mafia. Vicinissimo al boss Orazio De Stefano, con lui progettò, tra gli altri, l&#8217;omicidio di Francesco Domenico Condello, inserito nella logica delle ritorsioni contro i rivali Imerti &#8211; Condello che avevano ucciso il boss Paolo De Stefano e che aprì  &#8211; di fatto &#8211; la seconda guerra di mafia.</p>
<p>Era un capo-decina della Cosca De Stefano che secondo la testimonianza di diversi pentiti &#8220;disponeva di una squadra di killer&#8221; ai suoi ordini.</p>
<p>Oltre agli omicidi direttamente connessi al mondo criminale, Barbaro aveva avuto un ruolo anche nelle strategie militari per il condizionamento della vita politica cittadina.</p>
<p>Fu così anche per l&#8217;omicidio di don Pasqualino Modafferi che secondo il pentito Lauro &#8220;in assenza di Pasquale Condello vagliava tutte le decisioni di rilievo della cosca&#8221;.</p>
<p>Nel verbale del 5 dicembre 1992 Lauro racconta che &#8220;<em>Pasquale Modafferi oltre ad essere  democristiano e massone, era molto vicino a Pasquale Condello del quale se non  erro era stato compare di anello. L&#8217;eliminazione di Pasquale Modafferi fu un duro colpo per la nostra organizzazione dal momento che era lui che in prima persona manteneva i rapporti con gli uomini politici a noi vicini ed in particolare a Piero Battaglia</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Gli scenari</strong></p>
<p>Mentre il cartello degli Imerti &#8211; Condello, con la cattura del super latitante Pasquale Condello del febbraio 2008, subisce colpi pesanti anche sotto il profilo del regime patrimoniale diretto o facente capo a prestanome, le attività hanno messo in ginocchio anche il cartello contrapposto dei De Stefano &#8211; Tegano. Gli arresti in sequenza di Giuseppe De Stefano, Paolo Rosario De Stefano e, ieri, di Carmelo Barbaro, fanno terra bruciata attorno a personaggi spietati già inseriti in un contesto di fatto di equilbri messi costantemente in discussione.</p>
<p>Ancora una volta il legame con il territorio è fatale per i boss in fuga, ma al tempo stesso necessario per creare relazioni e stringere rapporti che possano agevolare il controllo delle attività illecite e il reinvestimento dei capitali maturati.</p>
<p>Mancano all&#8217;appello due latitanti, Domenico Condello e Giovanni Tegano. Non è escluso che a breve anche queste fughe giungano a conclusione.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laregionedicarta.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laregionedicarta.wordpress.com/20/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/laregionedicarta.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/laregionedicarta.wordpress.com/20/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/laregionedicarta.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/laregionedicarta.wordpress.com/20/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/laregionedicarta.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/laregionedicarta.wordpress.com/20/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/laregionedicarta.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/laregionedicarta.wordpress.com/20/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/laregionedicarta.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/laregionedicarta.wordpress.com/20/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/laregionedicarta.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/laregionedicarta.wordpress.com/20/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laregionedicarta.wordpress.com&amp;blog=8937264&amp;post=20&amp;subd=laregionedicarta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8216;NDRANGHETA: BENI SEQUESTRATI PER 55 MLN AD EX POLITICO</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 12:10:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Appartamenti, terreni, auto, conti correnti, quote e patrimoni di cinque società che gestiscono numerose attività in vari centri commerciali della Calabria: sono questi i beni, per un valore stimato di 55 milioni di euro sequestrati dalla Dia a Pasquale Inzitari ed alla moglie, Maria Princi. Tra le società finite sotto sequestro su disposizione del Tribunale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laregionedicarta.wordpress.com&amp;blog=8937264&amp;post=18&amp;subd=laregionedicarta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Appartamenti, terreni, auto, conti correnti, quote e patrimoni di cinque società che gestiscono numerose attività in vari centri commerciali della Calabria: sono questi i beni, per un valore stimato di 55 milioni di euro sequestrati dalla Dia a Pasquale Inzitari ed alla moglie, Maria Princi.</p>
<p>Tra le società finite sotto sequestro su disposizione del Tribunale di Reggio Calabria-Sezione misure di prevenzione su richiesta della Dda reggina, figura la società Indesin, attiva nel settore immobiliare, ed un&#8217;altra che gestisce alcuni punti vendita &#8220;Expert&#8221; nel centro commerciale Porto degli Ulivi di Rizziconi, a Cinquefrondi, e in un centro commerciale a Corigliano Calabro (Cosenza). Sequestrati, sempre nel centro Parco degli Ulivi, anche un &#8220;Burger king&#8221; ed un negozio di abbigliamento.</p>
<p>Pasquale Inzitari, cognato di Nino Princi, l&#8217;imprenditore morto nel maggio 2007 in seguito all&#8217;esplosione di una bomba sotto la sua auto, si trova ai domiciliari dopo essere stato arrestato nel maggio dello scorso anno quando era un esponente politico dell&#8217;Udc, partito che poi lo ha sospeso. Princi era genero del presunto boss della &#8216;ndrangheta Domenico Rugolo che, invece non aveva rapporti di parentela con Inzitari.</p>
<p>Inzitari, secondo l&#8217;accusa, è stato la mente imprenditoriale della costruzione del centro commerciale Parco degli Ulivi di Rizziconi. Nell&#8217;epoca in cui ha ricoperto l&#8217;incarico di vice sindaco ed assessore nel comune del Reggino, il Consiglio comunale deliberò il cambio di destinazione d&#8217;uso dei terreni su cui sarebbe poi sorto il centro e che, secondo gli investigatori, erano già stati acquistati a prezzo agricolo da prestanome della cosca Crea.</p>
<p>I terreni passarono successivamente alla società Devin, di cui Inzitari era socio, che poi vi costruì il centro commerciale Parco degli Ulivi. Per sottrarsi alle continue richieste di denaro e lavori della cosca Crea, Inzitari si rivolse al cognato Nino Princi che, secondo l&#8217;accusa, fece arrestare il presunto boss Teodoro Crea ed il suocero Domenico Rugolo.</p>
<p>Per quell&#8217;intervento, secondo le indagini della Dia, Princi sarebbe diventato socio occulto della Devin al 16%. La società fu successivamente ceduta, nel 2007, alla Credit Suisse per oltre 11 milioni di euro. Nel giugno scorso, la Dia aveva provveduto al sequestro dei beni agli eredi di Nino Princi.</p>
<p><strong>AMBIENTE: LEGAMBIENTE, CENTRI COMMERCIALI BUSINESS ECOMAFIE </strong><br />
&#8220;I supermercati e le grandi lottizzazioni per la realizzazione di centri commerciali sono le galline dalle uova d&#8217;oro per i clan ecomafiosi e l&#8217;operazione di sequestro di oggi è un&#8217;ulteriore conferma di quanto abbiamo già denunciato nel nostro rapporto Ecomafia 2009&#8243;. Così il responsabile dell&#8217;osservatorio Ambiente e legalità di Legambiente, Sebastiano Venneri, commenta l&#8217;operazione della direzione investigativa antimafia di Reggio Calabria.</p>
<p><a href="http://www.ansa.it/opencms/export/legalita/rubriche/cronaca/visualizza_new.html_1651663290.html" target="_blank">(ANSA)</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laregionedicarta.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laregionedicarta.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/laregionedicarta.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/laregionedicarta.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/laregionedicarta.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/laregionedicarta.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/laregionedicarta.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/laregionedicarta.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/laregionedicarta.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/laregionedicarta.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/laregionedicarta.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/laregionedicarta.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/laregionedicarta.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/laregionedicarta.wordpress.com/18/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laregionedicarta.wordpress.com&amp;blog=8937264&amp;post=18&amp;subd=laregionedicarta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Gioacchino Campolo, il re dei videopoker</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 13:37:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri la Gdf ha notificato in carcere una nuova ordinanza di custodia cautelare a Gioacchino Campolo, il &#8216;re del videopoker&#8217;. A tal proposito riportiamo qualche articolo dal blog di Antonino Monteleone che tempo fa si era occupato di Campolo: La &#8216;ndrangheta stampa a parte Lettere al blog &#8211; Gioacchino Campolo Gioacchin Gioacchino<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laregionedicarta.wordpress.com&amp;blog=8937264&amp;post=16&amp;subd=laregionedicarta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri la Gdf ha notificato in carcere una <a title="nuova ordinanza campolo" href="http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/calabria/news/2009-09-05_105403514.html" target="_blank">nuova ordinanza di custodia cautelare</a> a Gioacchino Campolo, il &#8216;re del videopoker&#8217;.</p>
<p>A tal proposito riportiamo qualche articolo dal <a href="http://www.antoninomonteleone.it/" target="_blank">blog di Antonino Monteleone</a> che tempo fa si era occupato di Campolo:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.antoninomonteleone.it/?p=524" target="_blank">La &#8216;ndrangheta stampa a parte</a></li>
<li><a href="http://www.antoninomonteleone.it/?p=600" target="_blank">Lettere al blog &#8211; Gioacchino Campolo</a></li>
<li><a href="http://www.antoninomonteleone.it/?p=1369" target="_blank">Gioacchin Gioacchino</a></li>
</ul>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laregionedicarta.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laregionedicarta.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/laregionedicarta.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/laregionedicarta.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/laregionedicarta.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/laregionedicarta.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/laregionedicarta.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/laregionedicarta.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/laregionedicarta.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/laregionedicarta.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/laregionedicarta.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/laregionedicarta.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/laregionedicarta.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/laregionedicarta.wordpress.com/16/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laregionedicarta.wordpress.com&amp;blog=8937264&amp;post=16&amp;subd=laregionedicarta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L’Idv in Calabria sta con Loiero e l’ex pm lo azzera</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 13:22:33 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Felice Manti da <a title="L'idv in Calabria" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=379990" target="_blank">ilGiornale.it</a></em></p>
<p>Azzerato. Kaputt, chiuso. I vertici calabresi dell’Italia dei Valori sono stati cancellati con un tratto di penna dal padre padrone dell’Idv, Antonio Di Pietro e consegnati a un commissario, Ignazio Messina. L’ex pm non ha gradito il sostegno dei dipietristi locali al governatore uscente Pd Agazio Loiero. «Una seconda chance non si nega a nessuno», fu qualche mese fa lo sconsiderato proclama del coordinatore regionale Idv Aurelio Misiti. Irritatissimo per il clamoroso endorsement, Di Pietro aveva preso tempo, ma non poteva subire lo smacco senza conseguenze. Anche se la scomunica è piombata sulla Calabria giovedì sera, era dunque nell’aria da settimane. <span id="more-11"></span><br />
Nella primissima reazione a caldo, il plenipotenziario Misiti aveva dimenticato qualsiasi bizantinismo o democristianeria: «È un inaccettabile tentazione cesarista quella di impedire ogni forma di democrazia all’interno dell’Idv, questa imposizione personalistica vìola l’autonomia del partito alla vigilia del congresso regionale. Di Pietro non può farlo». E invece pare di sì.<br />
Il leader Idv aveva preso le distanze dal governatore Pd e da chi lo sostiene anche dietro le pressioni dell’europarlamentare Luigi de Magistris, che da pm a Catanzaro indagò su Loiero e che con l’esponente Pd è stato protagonista di una telenovela estiva a colpi di accuse reciproche («Loiero ha fallito come presidente», «no, chi ha fallito da pm è de Magistris. Lo dice il Csm»). Scartata l’ipotesi di candidare l’ex magistrato catanzarese alle Regionali 2010, Di Pietro si è inventato un terzo polo, puntando sull’imprenditore vibonese Pippo Callipo. «Ma nessuno dica che se scarico Loiero vince il Pdl, perché il centrodestra ha già vinto», si è poi difeso l’ex pm in una infuocata conferenza stampa. L’obiettivo dichiarato, anche se tutto in salita, è superare la soglia del 15% fissata dalla legge elettorale regionale voluta dallo stesso Loiero. Una norma che Misiti ha sostenuto e votato in aula. A dispetto di Di Pietro, che invece la considera «incostituzionale, immorale e anti democratica», visto che prevede anche l’obbligo di primarie (pagate dalla Regione) per la scelta degli altri candidati a governatore. E proprio sulla legge regionale Misiti aveva picchiato giù duro: «Ma come, si bollano le primarie come una truffa e contemporaneamente una singola persona sceglie per tutti il candidato a presidente della Regione?».<br />
Poi, come si sa, la notte ha portato lo sfrattato Misiti a più miti consigli. E così, «in nome della vecchia amicizia», ieri ha preso carta, penna e vetriolo per provare a ricucire lo strappo con Di Pietro. La sostanza è questa: «Se fai il terzo polo favorisci il centrodestra, e poi Callipo è una candidatura improvvisata, non è “il nuovo” e in passato ha bussato pure alla porta di Berlusconi per accreditarsi». Callipo ha replicato: «Misiti è un codardo, taccia».<br />
Insomma è tutta colpa di de Magistris: «Avrei preferito che (su Loiero, ndr) non si esponesse così chiaramente un nostro deputato europeo, e che il nome del candidato fosse stato deciso da noi». E poi de Magistris non ha nemmeno la tessera Idv. «Non ce l’ha, ma la può dare a chi vuole», è stata la seccata replica di Di Pietro, che ha così alimentato le voci di un possibile avvicendamento tra ex pm alla guida del partito nel prossimo congresso nazionale Idv. Una prospettiva che atterrisce le truppe dipietriste calabre, apparentemente allineate con Misiti. Ecco perché, conclude il coordinatore defenestrato, «mi farò presto carico di convocare l’organismo dirigente regionale» (cioè l’organismo che Di Pietro ha appena cancellato) al fine di «valutare approfonditamente la situazione politica calabrese». Una cosa tra amici.<!--more--></p>
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		<title>’Ndrangheta: viaggio nelle terre radioattive</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 13:18:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Biagio Simonetta, pubblicato sul Quotidiano della Calabria del 2/9/2009 AIELLO CALABRO (COSENZA) &#8211; Avvelenare le terre è un business. Ci guadagnano i clan, le grandi industrie del Nord est, le imprese. Un giro di danaro difficile da quantificare. «Non basta una finanziaria per spiegare i soldi che ci sono dietro questi traffici. Un traffico [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laregionedicarta.wordpress.com&amp;blog=8937264&amp;post=9&amp;subd=laregionedicarta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Biagio Simonetta, pubblicato sul Quotidiano della Calabria del 2/9/2009</em></p>
<p>AIELLO CALABRO (COSENZA) &#8211; Avvelenare le terre è un business. Ci guadagnano i clan, le grandi industrie del Nord est, le imprese. Un giro di danaro difficile da quantificare. «Non basta una finanziaria per spiegare i soldi che ci sono dietro questi traffici. Un traffico che è più remunerativo anche della droga» ha svelato ad ottobre un ex boss della ’ndrangheta. <span id="more-9"></span></p>
<p>Miliardi di euro che puzzano di morte. Nei luoghi sporcati ci si ammala di cancro con frequenze allarmanti, dicono le statistiche. I colossi industriali smaltiscono radioattività attraverso i camion della Santa, la ’ndrangheta. Il costo di mercato per smaltire legalmente i rifiuti tossici va dai 21 ai 62 centesimi al chilo. I clan, come accertato da recenti inchieste, forniscono lo stesso servizio a 9 o 10 centesimi. Un risparmio abissale. ’Ndrangheta e Camorra avvelenano i loro posti. Insabbiano. Le particelle radioattive fanno il resto: alterano l’aria, intossicano le falde acquifere. Ammalarsi è maledettamente facile. La gola graffia, si arrossa, non passa. Poi, calabresi e campani si fanno compagnia nei grandi ospedali del Nord, la terra che ha prodotto il loro male e che adesso è speranza, chemioterapie, letti d’ospedale, morti lontane. Aiello Calabro è una bomboniera arrampicata sulle rocce. Un borgo di 2000 anime vessato da un calo demografico inevitabile. Un tempo, qui, l’artigianato era passione e cultura. Sta sparendo anche quello.</p>
<p>Scendendo verso il mare la Provinciale 153 costeggia il fiume Olivo. D’inverno, quando le piogge dissetano questo posto, la piena trascina con sé ogni granello di vita. Adesso, estate torrida, l’Olivo è un piccolo canale che si muove a stento. Pigro.</p>
<p>Percorrendo la 153, a pochi chilometri dalla costa, il fiume attraversa un falsopiano dagli orizzonti che brillano. C’è una galleria che sa di nuovo. Con una bomboletta di vernice, qualcuno ha dichiarato il suo amore: “Ho voglia di te”.</p>
<p>Le rocce si inerpicano quasi per incanto. Grossi massi osservano minacciosi la vita che scorre di fianco al fiume. Sulla montagna il cimitero di Serra d’Aiello pare vegliare con eterna quiete. Aiello Calabro è dall’altra parte, più a nord. E’ il fiume a delimitare i territori comunali, come spesso accade in Calabria.</p>
<p>Questo posto lo chiamano “Valle del Signore”. Un nome beffardo per una terra ammalata di radioattività. E’ qui che vent’anni fa, secondo le indagini condotte dalla Procura di Paola, sarebbero stati seppelliti i fusti radioattivi della Jolly Rosso. La motonave arenò sulla costa tirrenica a qualche chilometro di distanza. Poi, qualcuno avrebbe trasportato i grandi barili di metallo sul greto dell’Olivo nascondendoli per sempre. Nel 1990 la provinciale 153 non c’era. Da Aiello si poteva scendere al mare da Lago o da una vecchia strada sterrata che passa vicino al fiume. In pochi la percorrevano. Una decina d’auto al giorno. Il posto era pressoché deserto. Abbandonare fusti radioattivi non doveva essere poi così difficile.</p>
<p>Passeggiando di fianco all’Olivo l’aria diventa quasi rarefatta. Il caldo del primo giorno di settembre è soffocante, il sole alto di mezzogiorno stordisce e confonde i colori. Il sudore bagna le tempie e finisce al suolo. Terra secca.</p>
<p>Le analisi condotte a più riprese dagli esperti hanno confermato che la superficie intorno diffonde un tasso radioattivo fuori dal normale. C’è il Cesio 137, un isotopo mortale. Lo ha stabilito una spettrometria portata a termine dall’Arpacal. Il Cesio è prodotto dalla detonazione di armi o centrali nucleari. L’esplosione di Chernobyl ne produsse un’enorme quantità. Ma Chernobyl è a migliaia di chilometri da qui, e la Calabria non conosce il nucleare. Come quest’isotopo sia finito nella “Valle del Signore” è tutto da stabilire. Ma c’è.</p>
<p>Per adesso, pare certa l’incidenza di mortalità per patologie oncologiche superiore al normale. Lo ha confermato il procuratore di Paola, Bruno Giordano, che sta cercando di fare chiarezza sul mistero del torrente. E proprio da una perizia prodotta dalla procura «si conferma l’esistenza di un pericolo attuale per la popolazione residente nei comuni di Amantea, Serra d’Aiello e San Pietro in Amantea, circostante al letto del fiume Oliva a sud della località Foresta (centri di Campora San Giovanni, Coreca e case sparse comprese tra il mare e la località Foresta) dovuto alla presenza di contaminanti ambientali capaci di indurre patologie tumorali e non».</p>
<p>Il sindaco di Aiello Calabro si chiama Franco Iacucci. La prima volta che venne eletto la nazionale azzurra era allenata da Bearzot. Fa l’amministratore con passione. Ha un attimo per tutti. Sorrisi e pacche sulle spalle. Ci aspetta in Comune di buon mattino. Con le sue Hogan blu va da una stanza all’altra senza soste. Il telefono squilla in continuazione dalla sera prima: «Il servizio del Tg1 ha alimentato molte preoccupazioni. Mi stanno chiamato tanti aiellesi emigrati al nord, vogliono capire cos’è successo».</p>
<p>Già, cos’è successo. Iacucci vorrebbe saperlo anche lui. «Questa storia della radioattività è preoccupante. Non so rispondere ai miei cittadini che mi chiedono cosa c’è di vero. Adesso chiederò un incontro al Procuratore Giordano perché sono convinto che il raccordo istituzionale, in questi casi, sia fondamentale. Qui nessuno vuole nascondere niente. Va ricercata la verità e vanno prese le misure del caso. Se quel posto è radioattivo deve essere chiarito per iniziare un’importante opera di bonifica».</p>
<p>Intanto la vita scorre lenta nelle partite a carte, al tavolo del bar. Fra rassegnazione e paura nessuno sa qual è la verità. La valle avvelenata che porta al mare dorme quasi intontita dagli ultimi caldi. Le auto sfrecciano sulla provinciale, anabbaglianti e radio accese. Mentre gli atomi di Cesio danzano sul fiume invisibili e mortali. Vita quotidiana che ha un solo urgente bisogno: verità.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/laregionedicarta.wordpress.com/9/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/laregionedicarta.wordpress.com/9/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/laregionedicarta.wordpress.com/9/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/laregionedicarta.wordpress.com/9/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/laregionedicarta.wordpress.com/9/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/laregionedicarta.wordpress.com/9/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/laregionedicarta.wordpress.com/9/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/laregionedicarta.wordpress.com/9/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/laregionedicarta.wordpress.com/9/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/laregionedicarta.wordpress.com/9/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/laregionedicarta.wordpress.com/9/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/laregionedicarta.wordpress.com/9/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/laregionedicarta.wordpress.com/9/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/laregionedicarta.wordpress.com/9/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laregionedicarta.wordpress.com&amp;blog=8937264&amp;post=9&amp;subd=laregionedicarta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La Calabria è una regione di Carta</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 10:50:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Emiliano Morrone Efficacia ed efficienza: le parole d’ordine dell’amministrazione nuova. Io, un cittadino qualunque, ho visitato gli stabilimenti della cartiera regionale, a Catanzaro. L’azienda è ben dislocata. Ha pure una grande filiale a Reggio Calabria. Serve a garantire la giusta distribuzione. La nostra carta è superiore a ogni altra. In Calabria, dopo tanti sforzi, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=laregionedicarta.wordpress.com&amp;blog=8937264&amp;post=3&amp;subd=laregionedicarta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		P.rientro-del-corpo-testo { text-indent: 0.5cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;"><em>di Emiliano Morrone</em></p>
<p style="margin-bottom:0;">Efficacia ed efficienza: le parole d’ordine dell’amministrazione nuova. Io, un cittadino qualunque, ho visitato gli stabilimenti della cartiera regionale, a Catanzaro. L’azienda è ben dislocata. Ha pure una grande filiale a Reggio Calabria. Serve a garantire la giusta distribuzione. La nostra carta è superiore a ogni altra. In Calabria, dopo tanti sforzi, siamo finalmente riusciti a confezionare un prodotto che nemmeno l’America, la Cina, l’India e la Bolivia. Ci siamo accorti che il turismo non bastava: le spiagge, il sole, il mare, i monti, la storia e i monumenti. Abbiamo capito, per tempo, che i parchi sono appena l’inizio di uno sviluppo da primati. Ci siamo persuasi: d’accordo coi progetti forestali, la pulizia delle pinete, la salvaguardia delle specie; insieme nell’accogliere gli spettacoli di poveri migranti ignoti, di tossici e diversi eccellenti. Siamo un esempio globale di tolleranza, integrazione e, si dice così, «marketing territoriale».</p>
<p style="text-indent:0;">Guai a chi ci insulta e ricorda i baffoni e i sorrisi sdentati, le auto da Gatto nero, gatto bianco. Sì, perché noi abbiamo la carta e la nostra carta non ce l’ha nessuno. Non ci possono sfottere per i trasporti: i treni e i torpedoni che percorrono binari e mulattiere assolati, che fiancheggiano la costa o risalgono le serpentine tra i boschi. Quelle celebrate da Rumiz e dall’intrepido ex senatore Franco Covello, che ha portato il dop in tv, sulla locomotiva a vapore e altrove. Non ci possono sottovalutare, dopo la carta. Fino a ieri avrebbero potuto prenderci in giro per l’eccessiva manutenzione dell’autostrada – uno spreco, secondo i nordici aziendalisti. Avrebbero, magari, infierito sui tratti paesistici e paesaggistici della jonica, sugli autodromi senza tribune che arrivano al capoluogo, sulla stazione post-moderna di Cosenza, sulle case come chiese ai confini del Parco nazionale della Sila, sugli scarichi irradianti nei fondali del radioso magnogreco.</p>
<p style="text-indent:0;">Oggi, con la carta, la musica è cambiata. Siamo noi, solo noi, a dettare legge. E leggi. Carta papirata d’altri tempi, gialla, ocra, sapientemente invecchiata, impreziosita dall’antica polvere, immacolata come il futuro. Carta da parati e parate, bollata, marchiata e firmata. Carta d’autore, vera espressione dell’irripetibile genio calabro. Carta strapazzata, segnata da nobile inchiostro regionale, incisa, stampata e fluttuante. Carta manifesta, decretata, regolata e sregolata. Neanche Rotella. Carta colorata, impacchettata, accantonata, pronta per viaggiare.</p>
<p style="text-indent:0;">Che impresa, che azienda, per la carta! Ci lavorano in tanti, tantissimi. E c’è ancora posto per molti, moltissimi. E sono tutti cortesi, gentili, accoglienti, umani. Di varie etnie, una moltitudine di parlanti: chi arriva dalla valle, dal colle, dalla pólis, dall’agorà; chi ha lavorato da fattore, giudice, ottico, chimico, medico. Chi s’è laureato a stelle e strisce, chi porta l’esperienza e l’affidabilità tedesche. Chi non risponde più al telefono, intento a comporre sulla carta, a stupire, aumentare l’offerta. Chi ci colpisce per la tecnica, il particolare, la prospettiva. Chi apre origami, chiude scatole dentro scatole. Di carta. Chi sigla bozze, bozzetti, piani, disegni, appendici, progetti. Di carta. Chi fa i doppi turni, in sede e fuori. Tutti operativi e produttivi alla cartiera. Riunioni continue, aggiornamenti, pareri, consulenze: una macchina perfetta, altro che Ford! Chi arriva dall’Università, chi ci corre, chi sorride alla camera accesa; chi lacrima e spera per pupazzi di carta, solleva striscioni di carta, prova a non incartarsi e lo scartano. Chi mostra carteggi, scartabella, s’accartoccia, verifica le carte di carta della cartiera regionale.</p>
<p style="text-indent:0;">Un patrimonio cartaceo da custodire, salvaguardare, presidiare. Poi, c’è chi organizza la carta in colonne cartose; chi la carta gli è sottratta, per produrre altra carta da vendere. E si fanno cartine, in cartiera.</p>
<p style="text-indent:0;">Io consiglio a tutti di seguirne da vicino l’intero processo produttivo.</p>
<p style="text-indent:0;">Sulla carta, e per la carta, la Calabria è una regione di carta.</p>
<p style="text-indent:0;">
<p style="text-indent:0;"><a title="la società sparente" href="http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=3843" target="_blank"><strong>Scarica Gratis &#8220;La società Sparente&#8221;</strong>, libro su de Magistris e l&#8217;oscura Catanzaro, la Corruzione in Calabria, &#8216;ndrangheta, politica e massoneria deviata.</a></p>
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