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‘NDRANGHETA: BENI SEQUESTRATI PER 55 MLN AD EX POLITICO

Appartamenti, terreni, auto, conti correnti, quote e patrimoni di cinque società che gestiscono numerose attività in vari centri commerciali della Calabria: sono questi i beni, per un valore stimato di 55 milioni di euro sequestrati dalla Dia a Pasquale Inzitari ed alla moglie, Maria Princi.

Tra le società finite sotto sequestro su disposizione del Tribunale di Reggio Calabria-Sezione misure di prevenzione su richiesta della Dda reggina, figura la società Indesin, attiva nel settore immobiliare, ed un’altra che gestisce alcuni punti vendita “Expert” nel centro commerciale Porto degli Ulivi di Rizziconi, a Cinquefrondi, e in un centro commerciale a Corigliano Calabro (Cosenza). Sequestrati, sempre nel centro Parco degli Ulivi, anche un “Burger king” ed un negozio di abbigliamento.

Pasquale Inzitari, cognato di Nino Princi, l’imprenditore morto nel maggio 2007 in seguito all’esplosione di una bomba sotto la sua auto, si trova ai domiciliari dopo essere stato arrestato nel maggio dello scorso anno quando era un esponente politico dell’Udc, partito che poi lo ha sospeso. Princi era genero del presunto boss della ‘ndrangheta Domenico Rugolo che, invece non aveva rapporti di parentela con Inzitari.

Inzitari, secondo l’accusa, è stato la mente imprenditoriale della costruzione del centro commerciale Parco degli Ulivi di Rizziconi. Nell’epoca in cui ha ricoperto l’incarico di vice sindaco ed assessore nel comune del Reggino, il Consiglio comunale deliberò il cambio di destinazione d’uso dei terreni su cui sarebbe poi sorto il centro e che, secondo gli investigatori, erano già stati acquistati a prezzo agricolo da prestanome della cosca Crea.

I terreni passarono successivamente alla società Devin, di cui Inzitari era socio, che poi vi costruì il centro commerciale Parco degli Ulivi. Per sottrarsi alle continue richieste di denaro e lavori della cosca Crea, Inzitari si rivolse al cognato Nino Princi che, secondo l’accusa, fece arrestare il presunto boss Teodoro Crea ed il suocero Domenico Rugolo.

Per quell’intervento, secondo le indagini della Dia, Princi sarebbe diventato socio occulto della Devin al 16%. La società fu successivamente ceduta, nel 2007, alla Credit Suisse per oltre 11 milioni di euro. Nel giugno scorso, la Dia aveva provveduto al sequestro dei beni agli eredi di Nino Princi.

AMBIENTE: LEGAMBIENTE, CENTRI COMMERCIALI BUSINESS ECOMAFIE
“I supermercati e le grandi lottizzazioni per la realizzazione di centri commerciali sono le galline dalle uova d’oro per i clan ecomafiosi e l’operazione di sequestro di oggi è un’ulteriore conferma di quanto abbiamo già denunciato nel nostro rapporto Ecomafia 2009”. Così il responsabile dell’osservatorio Ambiente e legalità di Legambiente, Sebastiano Venneri, commenta l’operazione della direzione investigativa antimafia di Reggio Calabria.

(ANSA)